Ciclamini, i fiori che annunciano l’autunno


Fotografia di Fabrizio Arpaia

Il colore tenue del rosa ha iniziata a colorare il sottobosco del Parco dei Castelli Romani, una distesa di ciclamini saluta l’arrivo della stagione autunnale. La natura in ogni stagione ci regala colori e sfumature diverse, il ciclamino è un fiore che possiamo osservare sia in autunno che in primavera, con un colore più accentuato tendente al fucsia, nei nostri boschi. Si tratta in realtà di due specie diverse: il ciclamino che fiorisce in autunno è il Cyclamen hederifolium con foglie simili a quelle dell’edera che nascono dopo la fioritura, quello che fiorisce in primavera è il Cyclamen repandum in cui fiori e foglie nascono contemporaneamente.

Il Ciclamino nome scientifico Cyclamen, è un fiore piuttosto diffuso nei querceti, nei castagneti in zone umide, sottobosco, margini di strade e fossi. Appartiene alla famiglia delle Primulacee e il nome del genere deriva dalla parola greca  kyklos (cerchio), forse in riferimento alle radici tuberose rotonde. Pianta erbacea bassa definita come geofita bulbosa, ossia formata da un bulbo perenne sotterraneo dal quale ad ogni nuova stagione nascono foglie e fiori basali. Il fusto è diviso in due parti, una interrata formata da un tubero sferico e una aerea con la parte floreale semplice e senza foglie, che sono unicamente basali con un lungo picciuolo e presentano la lamina vagamente cuoriforme, in cui la parte superiore può essere macchiata variamente di bianco, mentre quella inferiore può presentare delle screziature sul rosso.

I fiori a forma di calice presentano una corolla di cinque petali, del fiore la parte principale è il calice che sostiene il frutto, una capsula globosa che contiene i semi. Il Ciclamino affida direttamente alla terra i suoi semi, infatti mentre il frutto sta maturando, il peduncolo del fiore si attorciglia su sé stesso a spirale e spinge la capsula che contiene i semi sottoterra, per assicurarsi la riproduzione della sua specie.

È una specie protetta a livello nazionale, tossica in particolare per l’uomo ma non per alcuni animali, anzi il tubero del ciclamino è noto anche come panporcino, molto appetibile per i maiali. In antichità, Plinio il Vecchio, lo consigliava come amuleto, perché secondo la tradizione del tempo, chi lo piantava veniva protetto dai malefici.

Oggi i ciclamini vengono utilizzati come piante ornamentali, ottenute con diversi incroci che hanno dato origine a piante piuttosto vistose e molto apprezzate.



28 settembre 2020

 

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