Comportamento da seguire se si individuano cuccioli di fauna selvatica


Fotografie di Stefano Mancinelli

Alcuni giorni fa dei cuccioli di Ghiro, sono stati consegnati ai Guardiaparco che li hanno condotti presso il CRFS Lipu di Roma, (Centro di Recupero per la Fauna Selvatica), dove verranno cresciuti per essere liberati in natura se le condizioni lo permetteranno.

Prima di prelevare i cuccioli dal loro habitat, facciamo sempre molta attenzione perché non sempre hanno bisogno del nostro aiuto ed intervenire in questi casi può fare più male che bene. Spesso i cuccioli di giovani mammiferi sia di medie che grandi dimensioni, se non sono feriti non vanno toccati, possono infatti allontanarsi dalle tane per esplorare il territorio circostante o magari lasciati in posti sicuri dai predatori, mentre le madri si allontanano in cerca di cibo. I piccoli vengono riconosciuti dalle madri attraverso l’olfatto e se noi li tocchiamo o ci avviciniamo per accarezzarli modifichiamo il loro odore e non saranno più riconosciuti.

In linea di massima si deve intervenire solo quando gli animali sono visibilmente debilitati, feriti, non reattivi. Il fai da te in particolare con la fauna selvatica, anche  se può sembrare a fin di bene, può invece produrre seri danni fino a portare alla morte dell’animale.

Ricordiamo quindi che è sempre importante agire con cautela e nel caso seguire le regole di un vademecum realizzato dall’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali), che ci spiega come comportarci e gestire situazioni con animali selvatici in difficoltà.


Scarica il vademecum SOS Fauna Selvatica

 

 

28 ottobre 2020

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