Un Progetto di ricerca sull’emissario Albano di Castel Gandolfo


La tradizione vuole che l’emissario Albano di Castel Gandolfo sia tra i piú arcaici reperti dell’opera cunicolare romana, secondo solo alla costruzione della Cloaca Massima. Ma c’è chi ha ipotizzato che la sua realizzazione sia ancor piú antica. La condotta venne realizzata per regolare il livello del lago omonimo, privo di un emissario naturale, in caso di eccessivo innalzamento delle acque, rendendo cosí abitabili e coltivabili le rive dello specchio d’acqua.
Nell’agosto 2013 «Hypogea», la Federazione dei gruppi speleologici del Lazio per le cavità artificiali, ha varato ufficialmente il «Progetto Albanus», con l’obiettivo di tentare la completa esplorazione speleologica e speleo-subacquea dell’antico emissario. Il progetto, condiviso con la Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio e l’Ente Parco Castelli Romani, si svilupperà nei prossimi tre anni attraverso studi di dettaglio per verificare lo stato attuale dell’opera.

Leggi l’articolo integrale pubblicato sul numero di “Archeo” di dicembre 2013.
 

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