Il Gruccione

  Fotografia di Marco Branchi

Colori vivaci che ricordano quelli di un arcobaleno, il Gruccione è un uccello variopinto proveniente dall’Africa che solca i nostri cieli con il suo volo acrobatico tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, per poi ripartire nel mese di agosto. Nel territorio del Parco dei Castelli Romani, è possibile avvistarlo durante l’estate, nella zona dei monti tuscolani.

È una specie con comportamenti sociali che anche durante le migrazioni ama spostarsi in stormi e i suoi vistosi colori, hanno la funzione di mandare messaggi visivi nella scarsa luce del sottobosco delle folte foreste tropicali, le cui fronde filtrano quasi completamente la luce del sole. Il nome scientifico è Meros apiaster, il peso è di circa 50 grammi, lungo 28 centimetri, ha un’apertura alare di 44-49 centimetri e si nutre principalmente di insetti in volo, ma non disdegna i piccoli pesci che riesce a catturare sulla superficie dell’acqua. Nidifica in primavera, di solito in colonie, e il nido viene realizzato in una camera alla fine di una lunga galleria, scavata nei terreni sabbiosi e argillosi. Depone di solito dalle 5 alle 8 uova, che vengono covate per 20 giorni da entrambi i genitori. I pulcini lasciano il nido dopo circa 25 giorni, ma ci torneranno a passare la notte, fino alla partenza per la migrazione di fine estate.

Il pericolo per questa specie è rappresentato dai rapaci, che nonostante il volo acrobatico dei Gruccioni, riescono spesso a catturarli, ma anche da volpi e serpenti che scavando il terreno o strisciando lungo il corridoio dove si trova il nido, possono arrivare alle uova e ai pulcini.


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18 marzo 2020

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