Il Picchio muratore


Fotografia di Alessandra Colantuoni


È uno degli uccelli più diffusi nell’Europa centro-occidentale e meridionale, il nome scientifico è Sitta europaea e non si tratta di un vero e proprio picchio ma di un passeriforme. Presente anche nel territorio del Parco dei Castelli Romani, vive in genere nei boschi ma è facile avvistarlo anche nei giardini, frutteti e nei pressi dei centri abitati.

Ha poco in comune con i picchi della famiglia dei Picidi ed è così denominato per la sua abitudine di arrampicarsi sugli alberi nutrendosi nella stagione invernale, di nocciole, ghiande, noci e semi che infila in apposite spaccature dei tronchi per poi romperne il guscio a colpi di becco, non a caso il nome inglese è Eurasian Nuthtatches che tradotto significa “spaccanoci”, mentre durante la stagione estiva si ciba anche di insetti. Il soprannome “muratore”, deriva invece dall’altra sua abitudine a rimpicciolire il foro d’entrata del nido, che può essere una cavità naturale o scavata nei tronchi da un picchio vero e proprio, cementandolo con un impasto di fango e saliva, fino a farlo diventare un’apertura molto piccola in base alle proprie dimensioni.

Il Picchio muratore è lungo circa 14 centimetri e pesa all’incirca 25 grammi, attira l’attenzione per il suo piumaggio variopinto che sulla testa così come su tutta la parte superiore è grigiastro tendente al blu, la parte inferiore invece tende all’arancione chiaro. Chiare sono anche gola e guance, con due strisce scure sugli occhi che sfumano verso la schiena. Tra le sue caratteristiche l’agilità e la capacità di muoversi rapidamente sugli alberi alla ricerca di cibo, a volte si riesce ad osservarlo mentre corre a testa in giù lungo il tronco dell’albero, quasi a formare una spirale, aiutandosi con la coda.

 

1 febbraio 2019

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