Italia, un Paese a rischio sismico



Il terremoto che a fine agosto 2016, ha devastato alcune zone del centro Italia, ha riportato inevitabilmente l’attenzione sul rischio sismico e sul fatto che soprattutto i centri storici nel nostro Paese sono a tutt’oggi impreparati a fronteggiare questo evento naturale.
 
L’Italia è un Paese ad alta pericolosità, per quanto riguarda fenomeni quali terremoti, alluvioni, frane, eruzioni vulcaniche. Pericoli naturali che si trasformano in rischi sommando le intrusioni dell’uomo, le quali contribuiscono a rendere fragile il nostro territorio. Anche la zona dei Castelli Romani, di origine vulcanica, è soggetta a terremoti ed è classificata come zona sismica 2B ovvero a rischio medio-alto.
 
Negli studi per la valutazione delle azioni sismiche è indispensabile considerare la pericolosità sismica di base, intesa come la probabilità che un evento sismico di una certa Magnitudo avvenga in un’area secondo un determinato periodo di ritorno. La Pericolosità sismica di base è definita calcolando il valore atteso di uno o più parametri che descrivono il terremoto su terreno rigido e compatto (accelerazione del moto del suolo, intensità al sito, spettro di sito), ed attraverso tali valori è possibile predisporre una classificazione sismica del territorio, finalizzata alla pianificazione territoriale e/o dell’emergenza ed alla programmazione delle attività di prevenzione – vedi relazione sulla “Nuova classificazione sismica del territorio della Regione Lazio
 
Tutti i comuni italiani possono subire danni da terremoti, ma il pericolo maggiore si concentra in alcune aree ben precise: nell’Italia Nord-Orientale (Friuli Venezia Giulia e Veneto), nella Liguria Occidentale, nell’Appennino Settentrionale (dalla Garfagnana al Riminese), e soprattutto lungo tutto l’Appennino Centrale e Meridionale, in Calabria e in Sicilia Orientale.

Essere preparati è il modo migliore per prevenire e ridurre le conseguenze di un sisma, in quanto sui terremoti si sanno molte cose, ma non è ancora possibile prevedere con certezza quando, con quale forza e dove si verificheranno. Sapendo però che ci troviamo su di un territorio a rischio, come la storia ci insegna, per convivere con questi eventi distruttivi che accadono di frequente, l’unica possibilità è un’adeguata opera di prevenzione che accresca la consapevolezza della popolazione sul pericolo che effettivamente corre. 

I danni dipendono dalla forza del terremoto e dalla vulnerabilità degli edifici, è il crollo delle case che uccide, non il terremoto di per sé. Una scossa sismica provoca oscillazioni, più o meno forti, che scuotono in vario modo gli edifici. Le oscillazioni più dannose sono quelle orizzontali (di taglio) ed a parità di distanza dall’epicentro l’intensità dello scuotimento provocato dal terremoto dipende dalla tipologia di terreno, è maggiore nelle zone in cui i terreni sono “soffici” (poco consolidati), minore sui terreni rigidi come la roccia. Anche la posizione ha effetti sull’intensità delle oscillazioni, è maggiore sulla cima dei rilievi, dove si verifica quello che i geologi chiamano effetto “pendolo rovesciato”, ma si sente molto anche lungo i bordi delle scarpate.

Gli edifici più antichi, sono quelli che ne risentono di più perché non progettati per sopportare tali oscillazioni. È importante sapere quando e come è stata costruita la propria casa, su quale tipo di terreno, con quali materiali, se è stata successivamente modificata rispettando le norme sismiche. In questo contesto risulta essere di fondamentale importanza la figura professionale del geologo, spesso sottovalutata nel nostro Paese, ma l’unica in grado di effettuare a monte sondaggi e monitoraggi sul territorio per verificare la possibilità di costruire sopra un determinato tipo di terreno e le modalità più adatte per farlo.  

Nel 2009, dopo il terremoto dell’Aquila, lo Stato ha avviato un piano nazionale per la prevenzione sismica, questo affinché le Regioni con il supporto dei Comuni potessero effettuare: indagini di microzonazione sismica, per individuare le aree che amplificano le scosse; interventi per rendere più sicuri gli edifici pubblici; incentivi per interventi di adeguamento sismico di edifici privati.
 
Oggi, tutti i nuovi edifici devono essere costruiti rispettando le normative sismiche. Per quelli già esistenti, a volte basta rinforzare muri portanti o migliorare i collegamenti fra pareti e solai in modo da non incorrere in situazioni di grave pericolo.
 
Ci sono inoltre alcune regole basilari che la Protezione civile nazionale invita a seguire, durante e dopo un terremoto:

Se sei in un luogo chiuso, mettiti sotto una trave, nel vano di una porta o vicino a una parete portante
Stai attento alle cose che cadendo potrebbero colpirti (intonaco, controsoffitti, vetri, mobili, oggetti ecc.)
Fai attenzione all’uso delle scale: spesso sono poco resistenti e possono danneggiarsi.
Meglio evitare l’ascensore: si può bloccare
Fai attenzione alle altre possibili conseguenze del terremoto: crollo di ponti, frane, perdite di gas ecc.
Se sei all’aperto, allontanati da edifici, alberi, lampioni, linee elettriche: potresti essere colpito da vasi, tegole e altri materiali che cadono
Assicurati dello stato di salute delle persone attorno a te e, se necessario, presta i primi soccorsi              
Esci con prudenza, indossando le scarpe: in strada potresti ferirti con vetri rotti                                        
Se sei in una zona a rischio maremoto, allontanati dalla spiaggia e raggiungi un posto elevato                  
Raggiungi le aree di attesa previste dal Piano di protezione civile del tuo Comune                           
Limita, per quanto possibile, l’uso del telefono e l’uso dell’auto, per evitare di intralciare il passaggio dei mezzi di soccorso

Pianificazione, formazione, informazione alla popolazione, applicazione della normativa tecnica di riferimento, sono i principali strumenti da attuare per la prevenzione dei rischi sul territorio con l’obiettivo di evitare o limitare i danni in caso di emergenza.


Ulteriori info utili sull’argomento

 

Approfondimenti sulla nuova classificazione sismica della Regione Lazio

 

 


 

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