L’eccessiva produzione di cibo tra le cause della crisi ambientale



Il cambiamento climatico che stiamo vivendo, sta determinando una crisi ambientale di portata mondiale, una situazione in cui la produzione eccessiva di cibo, secondo uno studio delle Nazioni Unite, svolge un ruolo da non sottovalutare.

Per un’inversione di rotta che potrebbe aiutarci a conservare la biodiversità e a tenere sotto controllo il riscaldamento globale, l’uomo dovrebbe cambiare le proprie abitudini alimentari, prediligendo una dieta con prodotti di origine vegetale provenienti da agricoltura biologica, riducendo fino ad eliminare l’uso di pesticidi nelle coltivazioni. Il modo in cui oggi ci nutriamo, coltivazioni e allevamenti intensivi, causano un terzo delle emissioni di gas serra nell’atmosfera, oltre ad essere colpevoli dell’ineguaglianza tra le popolazioni, su sette miliardi di persone nel mondo tre soffrono di obesità e malnutrizione. Le nostre abitudini stanno cambiando anche la biosfera, in quanto il 60% dei mammiferi sono in allevamento, mentre gli esemplari appartenenti alla fauna selvatica, sono a rischio estinzione.

In questo modo si sta aggravando il riscaldamento climatico, se tutti gli ettari di foreste distrutti per far spazio ai pascoli, venissero ripristinati, assorbirebbero enormi quantità di carbonio, da una stima la quantità emessa dai combustibili fossili in sette anni. La terra ci chiede un cambiamento radicale anche a tavola, più verdura nel piatto e agricoltura biologica a scapito di allevamenti e colture intensive farebbero la differenza, per il nostro benessere e quello dell’ambiente.


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8 febbraio 2021

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