La fauna selvatica ancora nel mirino dei bracconieri


Fotografie di Stefano Mancinelli

Un esemplare di Gheppio ed uno Sparviere, sono stati feriti nei giorni scorsi dai bracconieri. Lo Sparviere nonostante le cure non ce l’ha fatta, mentre il Gheppio consegnato ai Guardiaparco dalla Polizia di Genzano di Roma, è stato trasportato presso il CRFS LIPU di Roma. L’esemplare ha riportato serie ferite e molto probabilmente, sempre che riesca a sopravvivere, non riuscirà più a tornare in libertà nel suo habitat.

Entrambe le specie non sono incluse tra quelle cacciabili, inoltre ricordiamo che l’attività venatoria nelle aree naturali protette è vietata. La caccia è regolamentata a livello nazionale dalla Legge n. 157/1992 e dalle Legge Quadro sulle aree protette n. 394 del 1991, da quelle previste per la rete Natura 2000 (Decreto n. 184/2007 del Ministero dell'Ambiente) e da quelle di recepimento regionale.  

Il bracconaggio è una delle peggiori forme di crimini in natura, che possiamo annoverare anche tra le cause di perdita della biodiversità. L’Italia è purtroppo ancora oggi terreno di bracconaggio diffuso, tante le specie che sono vittime di fucili, trappole, lacci, bocconi avvelenati, e come possiamo spesso constatare, non solo specie a rischio di estinzione, ma anche quelle che non godono di particolari regimi di protezione.



26 ottobre 2020

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