Lunaria annua



La Lunaria annua, comunemente conosciuta come “Monete del Papa”, è una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Crucifere (Brassicaceae) che si può incontrare con facilità nel Parco dei Castelli Romani.

È una specie erbacea robusta, con stelo peloso e ramificato, che può raggiungere gli 80 centimetri di altezza; le foglie si presentano irregolarmente dentate, con lamina triangolare appuntita; i fiori sono riuniti in una infiorescenza di colore variabile dal rosa al viola porpora e di notte emanano un delicato profumo. Fiorisce da aprile a giugno e nel Parco la troviamo all’interno dei boschi o in prossimità di zone umide (fossi).

I frutti cui la Lunaria annua deve il suo nome comune (monete del Papa), sono silique ellittiche arrotondate alle estremità, molto appiattite e inizialmente verdi che raggiungono un colore argentato con la maturazione; ogni siliqua contiene i semi che si possono facilmente vedere  se si osserva la “moneta” in controluce.

Nonostante i frutti argentei di questa pianta possano ricordare la forma e il colore della luna, sembra che il nome Lunaria derivi da quello già in uso presso gli alchimisti, i quali ritenevano che questa pianta fosse capace di cambiare in argento il mercurio, da questi chiamato "luna". Il nome specifico annua fu invece erroneamente attribuito da Linneo, che riteneva la pianta annuale.

Storie di magia provenienti dal passato avvolgono la Lunaria annua: proprio la somiglianza dei suoi frutti alle monete, le ha attribuito poteri di buon auspicio per la ricchezza, mentre forma e lucentezza lunare l’ha fatta ritenere una pianta capace di propiziare i favori della dea Luna, contro la miseria e gli spiriti maligni.
 
Le foglie e le radici possono essere consumate bollite o in insalata e sono apprezzate per le proprietà diuretiche, mentre i semi vengono utilizzati per preparare una salsa piccante simile alla senape.

La pianta contiene acido nervonico, che è presente naturalmente anche nel latte materno e viene quindi usato per integrare quest'ultimo nelle nascite premature o altri casi particolari; inoltre aiuta a mantenere il cervello in buona salute, ed è quindi sotto studio per il trattamento di malattie neurologiche come Alzheimer e sclerosi multipla.




17 aprile 2020
 

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