Olio esausto, dannoso per gli ecosistemi se smaltito in modo sbagliato



L’olio esausto è principalmente l’olio vegetale utilizzato in cucina per la frittura, che diventa un rifiuto nel momento in cui attraverso il processo di ossidazione, assorbe le sostanze inquinanti della carbonizzazione dei cibi di cottura, da qui il termine “esausto”, ovvero non più utilizzabile per la perdita delle sue proprietà organolettiche. Si tratta quindi di una sostanza fortemente inquinante per l’ambiente se non recuperata correttamente.

I produttori industriali di oli grassi di origine vegetale e animale usati, devono infatti attenersi all’obbligo di raccolta, recupero e riciclaggio, in base al D.lgs n. 152 del 3 aprile 2006. La vera sfida in questo contesto è quella di sensibilizzare la popolazione sul corretto smaltimento dell’olio esausto, spesso non percepito come rifiuto, mentre un litro di olio è responsabile dell’inquinamento di circa 1.000 mq di acqua, se gettato in mare, nel lavandino o nello scarico del bagno. Questo forma infatti una pellicola impermeabile che impedisce l’ossigenazione e compromette l’esistenza della flora e della fauna marine. È inoltre responsabile dell’inquinamento di terreni coltivabili e delle reti fognarie, con ingenti costi per la depurazione che ricadono sulle Amministrazioni e sui cittadini.

La Regione Lazio, ha attivato insieme al consorzio RenOils, la raccolta di oli e grassi animali e vegetali esausti nei Comuni a bassa densità abitativa del Lazio attraverso un protocollo d’intesa siglato dieci mesi fa. Hanno aderito ben 46 Comuni con meno di 5.000 abitanti, che hanno ricevuto complessivamente 79 contenitori destinati a raccogliere l’olio di scarto prodotto nelle cucine dei cittadini. I 9 Comuni in cui la raccolta era andata a regime nel 2020 hanno recuperato in media circa 300 litri di olio esausto ciascuno. L’obiettivo è dare un contributo alla raccolta differenziata, alla riduzione della produzione di rifiuti e di conseguenza dell’inquinamento, attivando il circuito virtuoso legato all'economia circolare.  

Smaltito e raccolto in modo corretto, l’olio esausto da rifiuto diventa materia prima, e tramite un processo chimico chiamato “rigenerazione”, viene usato per produrre biodiesel, per attività e prodotti di recupero nell’industria saponiera, per la produzione di tensioattivi, materiali grassi e prodotti per l’edilizia.


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7 aprile 2021

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