Rapporto sull’economia circolare in Italia 2020



È stato presentato il 19 marzo in streaming, il Rapporto 2020 sull’economia circolare in Italia, a cura del CEN (Circular Economy Network) e dell’ENEA.
Lo studio evidenzia come il consumo di materiali cresce ad un ritmo doppio di quello della popolazione mondiale, la soluzione per uscire da questa situazione problematica, responsabile di buona parte della crisi climatica e ambientale, a cominciare dall’invasione dell’usa e getta, è l’economia circolare: materiali e anche oggetti che possono essere riciclati e riutilizzati più e più volte. L’Italia è tra le cinque principali economie europee, nella classifica per indice di circolarità, il valore attribuito secondo il grado di uso efficiente delle risorse in cinque categorie: produzione, consumo, gestione rifiuti, mercato delle materie prime seconde, investimenti e occupazione.

Il nostro Paese di fatto utilizza al meglio le scarse risorse destinate all’avanzamento tecnologico e ha un buon indice di efficienza (per ogni chilo di risorsa consumata si generano 3,5 euro di Pil, contro una media europea di 2,24). Ma è penalizzata dalla scarsità degli investimenti e dalle criticità sul fronte normativo: mancano ancora la Strategia nazionale e il Piano di azione per l’economia circolare, due strumenti fondamentali per la crescita del settore.

Un segnale positivo viene dalla bioeconomia, i comparti che contribuiscono maggiormente al valore economico (63%) e occupazionale (73%) in questo campo sono l’industria alimentare, delle bevande e del tabacco e quello della produzione primaria (agricoltura, silvicoltura e pesca). Si tratta di settori di peso rilevante e di attività che hanno un ruolo fondamentale nel rapporto con il capitale naturale, a patto che siano rigenerative cioè basata su risorse biologiche rinnovabili e utilizzate difendendo la resilienza degli ecosistemi e non compromettendo le risorse naturali con prelievi e modalità di impiego che ne intacchino gli stock. Per questo è essenziale la difesa del suolo, elemento base della bioeconomia, in quanto è considerato dopo gli oceani il secondo deposito di assorbimento dei gas serra. Come spiega il CEN, la difesa del suolo, delle foreste, delle risorse marine è un punto essenziale nello sviluppo di una bioeconomia rigenerativa e dunque sostenibile.

La transizione verso l’economia circolare e la bioeconomia rigenerativa è urgente e indispensabile anche per la mitigazione della crisi climatica, ciò che emerge dai dati del Rapporto è che ad oggi, esistono importanti strumenti a livello europeo, che hanno bisogno di essere incoraggiati da investimenti e piani normativi di supporto, per giungere ad una reale e significativa crescita economica e sostenibile.              


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24 marzo 2020

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