Stati Generali dell’Economia, le richieste del WWF Italia


Costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura, ovvero rilanciare l’economia dell’Italia verso innovazione e sostenibilità ambientale, è la richiesta del WWF Italia all’apertura degli Stati Generali dell’Economia voluti dal Governo. Il WWF ha chiesto di delineare una road map su 4 pilastri per la conversione ecologica dell’economia: decarbonizzazione; valorizzazione del capitale naturale del Paese; sostenibilità ambientale; innovazione verde.

Obiettivi ambiziosi da intraprendere, ma necessari per uscire dalla crisi economica post Covid-19, attraverso l’economia verde. I dati Eurostat e le stime della Commissione Europea, evidenziano come dal 2000 al 2015 la crescita di posti di lavori verdi in Europa è stata 7 volte superiore a quella del resto dell’economia, in Italia si calcola che siano 432 mila le imprese italiane che hanno investito nella green economy negli ultimi 5 anni con 3,1 milioni di addetti, il 13,4% degli occupati.

Gli Stati Generali dell’Economia, rappresentano un’opportunità per effettuare quel salto di qualità verso scelte programmatiche, indispensabili per affrontare in modo competitivo le sfide relative al futuro del nostro Paese. Il WWF ha quindi stilato un decalogo per l’Italia sostenibile da discutere proprio a partire da questa occasione di confronto: una legge quadro nazionale sul clima; strumenti di sostegno per il rilancio del settore delle energie rinnovabili; una Politica industriale ed una strategia per l’economia circolare; un aumento significato della spesa pubblica in Ricerca per lo Sviluppo sostenibile; un Piano Nazionale di ripristino e rinaturalizzazione di ecosistemi per valorizzare il capitale naturale blu e verde del Paese; un Piano di Azione Nazionale per l’uso sostenibile dei prodotti fitosanitari; un Programma di investimento per la messa in sicurezza e l’ammodernamento del patrimonio infrastrutturale esistente (trasporto su ferro, logistica, strade); il rafforzamento del Codice appalti vigente la dotazione di un Piano Nazionale della Mobilità; una politica coordinata di intervento sulle Aree metropolitane che punti alla mobilità leggera; progetti integrati di rinaturazione lungo i fiumi per ridurre il rischio idrogeologico  e nel contempo migliorare lo stato ecologico dei corsi d’acqua e la biodiversità.

 

15 giugno 2020

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