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News  »  Comunicati stampa del Parco  »  2010  »  02/01/2010

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Speculatori in campagna elettorale

A qualcuno piacerebbe cambiare le regole a suon di chiacchiere


Un articolo su un giornale locale, qualche dichiarazione e il Piano di Assetto del Parco dei Castelli Romani sarebbe liquidato. Ancora una volta qualche politico di quarta fila, che ammanta le proprie panzane di un tecnicismo da azzeccagarbugli, cerca di agitare le acque. Le elezioni regionali sono vicine e con la scusa della caccia si riaffaccia l’ombra di una politica che vorrebbe edificare tutto, in particolare la zona dei boschi dell’Artemisio nel comune di Velletri. Questi signori parlano a nome “dei cittadini dell’intera area”, presupponendo che tutti la pensino come loro. Autocitano se stessi credendo che tanto basti per dare spessore alle loro ragioni.

La verità è esattamente opposta, non è basata sulle posizioni del Parco, ma su quello che a più riprese hanno stabilito numerose sentenze del Tar (Tribunale Amministrativo Regionale), più tutti gli organi, a qualsiasi livello, che hanno voce in capitolo sulla gestione territoriale dei Castelli Romani.

Del resto che il confine del Parco fosse definito da oltre un decennio è cosa nota e fuori discussione. Quello che invece dà fastidio è forse l’attivismo del Parco, che negli ultimi anni è diventato sempre più un soggetto propositivo, che, quando occorre, attua le proprie prerogative di controllo. Evidentemente è proprio questo che non va bene: che il Parco valuti ipotesi di trasformazione edilizia più volte annunciate. Le esigenze della caccia coprono poco e male questi obiettivi, a cui è rimasto quasi solo il Parco a fare da argine.

Per il Piano di Assetto del Parco non è decaduta alcuna delibera, semplicemente perché, come noto anche agli studenti di giurisprudenza, le delibere non decadono. Per superare tutte le logorroiche dissertazione di questi dilettanti della normativa, basta citare l’ultima sentenza su questo tema (Tar Lazio, sezione 2° bis, R.G. 4906/2008, pubblicata il 21 ottobre 2009): “appare indiscusso (...) che l’Ente di gestione del Parco dei Castelli Romani con propria delibera del Commissario Straordinario n. 1/179 del 31.3.1998 ha adottato il proprio Piano di Assetto (...) che estende l’area del parco anche a quella oggetto di esame, imponendo le misure di salvaguardia di cui all’art. 8 della L.R. del 1984 anche su tale perimetro integrato più ampio. In tal senso depone anche il contenuto della sentenza di questa sezione n. 49 del 2000, che ha dichiarato la legittimità di tale delibera e di quanto dalla stessa disposto”.

“Perimetro certo quindi e strumenti amministrativi in piena efficienza - ricorda il presidente del Parco Gianluigi Peduto - grazie ai quali possiamo agire sul territorio esercitando i compiti di tutela che la legge gli assegna, senza necessità di ulteriori leggi.”


Il Parco dei Castelli Romani

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