Si potrà sparare sempre?
Ennesimo duro colpo all'ambiente se passa l'ampliamento della stagione venatoria
Pochi giorni fa il Senato della Repubblica ha approvato il testo dell'articolo 38 della legge Comunitaria 2009, un articolo che, con gli emendamenti
inseriti, consentirà alle Regioni di aprire la caccia in qualsiasi periodo dell'anno.
“La maggioranza del Senato ha di fatto legittimato la caccia selvaggia con l'effetto paradosso di aggravare la situazione italiana di infrazione nei
confronti della normativa europea - afferma l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio ed esponente di Sinistra Ecologia e Libertà, Filiberto
Zaratti – l'aula del Senato non poteva scegliere di inaugurare in modo peggiore l'anno Internazionale della Biodiversità, adottando un modello caro
ai bracconieri che prevede la caccia sempre e dovunque, con la cancellazione dei limiti della stagione venatoria attualmente previsti tra il 1° settembre
e il 31 gennaio, la possibilità di sparare anche in periodo di nidificazione della fauna migratoria, di riproduzione e cura della prole, e la messa
a rischio di un delicatissimo equilibrio tra attività umana e necessità di fermo biologico”.
Nelle aree protette la caccia è vietata in qualsiasi periodo dell'anno dunque questo provvedimento risparmierà almeno quel 10% di territorio protetto
italiano che, comunque, non basta, da solo, a garantire la tutela della biodiversità su cui si basa anche la vita dell'uomo.
La caccia, inoltre, è estremamente pericolosa nei luoghi densamente abitati, come i Castelli Romani, dove solo pochi mesi fa un cacciatore è stato ucciso
per errore da un altro cacciatore.
I dati relativi agli incidenti parlano chiaro: tra il 2006 e il 2009 sono stati 130 i morti e 249 i feriti a causa dell’attività venatoria che è,
oltretutto, sempre meno praticata visto che dal 1980 al 2007 il numero dei cacciatori si è dimezzato passando da 1,5 milioni a 700.000.
Il Presidente del Parco, Gianluigi Peduto, e l’Assessore all’Ambiente della Regione Lazio, Filiberto Zaratti