Basta falsità sul Piano di Assetto
Il Parco dei Castelli Romani respinge gli attacchi strumentali
Il Piano d'Assetto del Parco dei Castelli Romani è vivo e vegeto. Sta proseguendo il suo normale iter procedurale ed in questo momento è in corso l'istruttoria
tecnica da parte degli uffici della Regione Lazio.
Circolano sugli organi di stampa e sui blog notizie di una presunta "bocciatura" o "decadenza" del Piano d'Assetto: sono semplicemente false! I loro autori sono
semplicemente mentitori!
L'approssimarsi della campagna elettorale regionale vede molto impegnati in questo "sport" alcuni politici locali di centrodestra. Sono coloro che hanno sempre
avversato il Parco e le sue azioni di tutela ed in questo periodo la loro opera di screditamento diventa ancor più virulenta. Nella vana speranza di ottenere
qualche consenso, incuranti dello scempio ambientale che deriverebbe al nostro territorio se rimanesse senza una ponderata pianificazione per il futuro.
Il Parco è un'istituzione regionale, impegnata con forza nella tutela dei boschi, dei laghi e delle colline dei Castelli Romani, dalle molteplici aggressioni
ambientali alle quali sono sottoposte. Il suo lavoro prosegue con determinazione ed impegno.
È appena il caso di sottolineare l'attenzione del Parco verso alcune delle problematiche irrisolte come quella dei cinghiali, per cui è stato attivato un corso
propedeutico ai prelievi faunistici degli esemplari in eccesso.
Il Parco negli ultimi anni ha contribuito a mettere in moto l'economia locale favorendo un modello di sviluppo alternativo, basato sulla tutela e che produce nel
contempo positive ricadute economiche sull'ambiente.
Basti pensare che sono decine i giovani dei Castelli Romani che stanno lavorando alla valorizzazione del patrimonio ambientale, proprio grazie alle tante iniziative
organizzate e finanziate dall'Ente: questo non sarebbe possibile se il Parco non potesse più esercitare il suo compito di tutela attraverso strumenti di pianificazione
e gestione razionale del territorio, come il Piano di Assetto.
Nevicata alle Faete (foto di Roberto Sinibaldi)