Ape Ligustica, regina di biodiversità
Un progetto per tutelare le api autoctone
Il Parco dei Castelli Romani, nel quadro delle iniziative intraprese in occasione dell'anno internazionale della biodiversità, ha avviato, in collaborazione con
l'Università di Perugia, il Progetto Ape Ligustica, regina di biodiversità che ha come scopo principale la salvaguardia e la tutela dell'ape mellifera italiana
sottospecie Ligustica (Apis mellifera Ligustica, Spinola 1806).
Tra le varie azioni, prima tra le aree protette italiane, il Parco ha stabilito nel proprio regolamento che negli allevamenti apistici all'interno dell'area del
Parco non è consentito l'utilizzo e/o l'immissione di specie o sottospecie diverse dall'Ape italiana, Apis mellifera ligustica (Spinola, 1860) autoctona.
Il progetto, che vede l'autorevole supporto scientifico del Prof. Gardi della Facoltà di Agraria, prevede anche la fornitura gratuita, agli apicoltori che aderiranno
all'iniziativa, di sciami ed api regine di api mellifere ligustiche autoctone certificate (ossia api di razza italiana pura) con l'obiettivo di ottimizzare le
popolazioni di ape esistenti ed eventualmente valutare l’introduzione mirata di nuove linee genetiche appartenenti alla stessa sottospecie.
Il progetto prevede l'assistenza dei tecnici dell'ARAL (Associazione Regionale Apicoltori Lazio). Le api dovranno provenire essenzialmente da apicoltori iscritti
all’Albo Nazionale Allevatori Api Regine – sezione Apis mellifera ligustica ed in accordo e supervisione dell’Associazione Italiana Allevatori Api Regine, per
garantirne la migliore qualità genetica connessa alla più idonea biodiversità richiesta dagli ambienti dei Castelli Romani.
Nell’ambito del progetto sono previsti anche momenti di formazione degli apicoltori residenti per specializzarli alla migliore gestione zootecnica dei propri
apiari, con particolare riferimento agli aspetti inerenti la rimonta aziendale, al fine di salvaguardare e valorizzare gli ecotipi locali.
“Ciascun ambiente naturale – spiega Daniele Badaloni, responsabile del Settore Tutela Ambientale del Parco – si fonda sulla compresenza di animali e piante
legate l'una all'altra e adattate al clima ed alla specificità territoriale. Sostituire una specie italiana con una proveniente da un altro Paese, spesso
perché costa meno, non solo significa introdurre sottospecie estranee alla fauna locale ma significa introdurre nuove malattie e individui non resistenti,
di contro, alle malattie locali con l'effetto di obbligare gli allevatori ad usare medicine per rinforzarne la resa. Tutelare la biodiversità significa quindi
tutelare il proprio ambiente e la propria salute”.
foto di Paolo Gherardi