Falchi pellegrini in nidificazione, le arrampicate rischiano di far abbandonare la cova

Immagine dal monitoraggio del Falco pellegrino 2020
Immagine dal monitoraggio 2020 del Falco pellegrino

Il Parco dei Castelli Romani, che da molti anni monitora le coppie di uccelli rupicoli che abitano i pochi ambienti rupestri presenti nell’area protetta, informa che è fatto divieto di arrampicata libera e che tale divieto è esteso in tutto il territorio protetto; di conseguenza non si possono allestire nuove vie di salita.

Tale divieto è da intendersi valido per tutto l'anno, in ragione del fatto che le pareti rocciose, anche al di fuori del periodo riproduttivo, costituiscono luoghi di rifugio, di alimentazione e di riposo per gli uccelli.

Il Parco è popolato da ben oltre cento specie di uccelli, tra stanziali e nidificanti estive. Ciascuna possiede abitudini proprie e spesso distinte dalle altre. Ad esempio, per quanto concerne gli aspetti legati alla riproduzione, alcune specie usano nidificare nel tronco degli alberi, come i picchi e alcuni rapaci notturni, altre sulla chioma (come le poiane o le cornacchie), altre scavando tunnel nel terreno erodibile (come i gruccioni), altre addirittura sotto le tegole dei tetti (come i rondoni) e altre ancora sfruttando cavità o piccole cenge sulle pareti rocciose. Le taccole, il passero solitario e anche il falco pellegrino sono uccelli soliti utilizzare proprio le pareti rocciose. Tutte queste specie sono molto sensibili al disturbo generato dalle attività umane nei pressi del nido e, in particolare, il falco pellegrino è spinto ad abbandonare le uova o i pulcini in caso di prolungato disturbo. Una delle attività riconosciute come potenziali fonti di disturbo è l'arrampicata libera o free-climbing. Una notevole mole di letteratura scientifica ne ha riconosciuto il potenziale impatto negativo sulle specie cosiddette “rupicole” e, proprio per questo, molti parchi naturali e riserve hanno emanato, nel corso degli anni, specifiche ordinanze di divieto di arrampicata.

Il divieto all’interno del Parco dei Castelli Romani è valido anche per le pareti attualmente non occupate da coppie in riproduzione in quanto, se potenzialmente idonei, questi siti potrebbero essere scelti nell'immediato futuro e non possono essere preclusi preventivamente. Il divieto discende, in particolare, dall'articolo 11, comma 3, della legge n. 394/1991, ripreso dall'art. 27 della Legge Regione Lazio n. 29/1997 (entrambi vietano, tra le altre, tutte le attività che possano compromettere la salvaguardia degli ambienti naturali tutelati con particolare riguardo alla flora e alla fauna protette e ai rispettivi habitat e, in particolare il disturbo delle specie animali) e, per analogia, sulla base di quanto disposto dalla Deliberazione Giunta Regionale n. 612 del 16/12/2011 relativamente alle misure di conservazione da applicarsi nelle Zone di protezione Speciale (ZPS) e nelle Zone Speciali di Conservazione (ZSC). Si ricorda, a questo scopo, che il falco pellegrino è tra le specie elencate nell'allegato I della Direttiva 2009/147/CE del 30 novembre 2009 (nota come Direttiva Uccelli) concernente la conservazione degli uccelli selvatici, cioè quelle con un maggiore grado di tutela e per le quali, infatti, sono previste misure speciali per garantirne la sopravvivenza e la riproduzione nelle aree di distribuzione.


5 maggio 2021

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