La Cinciarella


Foto di Maurizio De Santis


La Cinciarella, nome scientifico Cyanistes caeruleus, è tra le specie più diffuse come nidificanti in Italia, attira lo sguardo per i colori vivaci della livrea ed è uno dei piccoli volatili che in questo periodo possiamo osservare meglio in quanto si avvicina in cerca di cibo. Appartiene all’ordine dei passeriformi – famiglia: Paridae – è lunga circa 11 cm e pesa intorno ai 12 grammi.

Il piumaggio presenta un colore blu cobalto sulla nuca ali e coda, verdastra sul dorso, mostra una mascherina bianca, attraversata da una linea nera all’altezza degli occhi e il petto giallo zolfo, più intenso negli individui giovani. Paffuta, ha guance bianche, il becco nero corto e zampe grigio-blu.

Vive prevalentemente nei boschi collinari e pianeggianti, ma è anche un’assidua frequentatrice di frutteti e giardini, caratteristico risulta il suo continuo svolazzare tra gli alberi e l'appendersi a testa in giù per beccare cibo tra i rami, non attraversa volentieri i terreni aperti ed estesi, a causa della sua grande paura dei rapaci, e quando è costretta a farlo si innalza a notevole altezza. Ha un comportamento socievole, tant’è che spesso si possono osservare formazioni miste di cinciarelle e codibugnoli.

Si nutre prevalentemente di insetti: sue prede preferite sono afidi, larve e ragni, ma anche piccoli invertebrati che trova sugli alberi. In inverno non disdegna comunque semi, bacche e frutta. Nidifica in qualsiasi cavità di alberi, ceppi, muri o nei nidi artificiali. Lo stesso nido è utilizzato anno dopo anno e costantemente protetto durante la cova. Tra aprile e maggio depone normalmente 7-10 uova, con guscio bianco screziato da punti scuri, covate per circa 15 giorni. I pulcini vengono poi accuditi da entrambi i genitori per altri 15-20 giorni.

Se disturbate quando sono nel nido, non solo non si spaventano ma, per ingannare il predatore, emettono un sibilo simile a quello dei serpenti per intimorirlo.

La sua grazia è paragonabile alla sua astuzia, la Cinciarella è conosciuta da tutti per l’esempio di strategia alimentare che ha saputo mettere in campo a partire dagli anni ’60 in Inghilterra, quando alcuni individui della specie impararono ad aprire a colpi di becco i tappi in alluminio delle tradizionali bottiglie del latte per berne il contenuto, riuscendo poi a trasmettere questa abilità all’intera popolazione.

 

 

26 gennaio 2018

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