La sfida della sostenibilità idrica nei Castelli Romani
Laghi Albano e di Nemi, a che punto siamo
Ivan Boccali, presidente dell’Ente regionale Parco dei Castelli Romani: “il percorso intrapreso, che vede l’azione congiunta di tutte le realtà istituzionali coinvolte e lo stanziamento di fondi consistenti, si basa sulla collaborazione istituzionale, sul confronto con il territorio e sulla ricerca di soluzioni sostenibili e condivise. Solo attraverso un'azione coordinata, supportata da dati scientifici e da investimenti mirati, è possibile favorire il riequilibrio del sistema idrico e tutelare nel tempo il patrimonio naturale rappresentato dai laghi dei Castelli Romani”.
La situazione dei laghi Albano di Castel Gandolfo e di Nemi rappresenta una delle principali sfide ambientali del territorio dei Castelli Romani. Durante i lavori del Tavolo Tecnico coordinato dall'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Centrale (AUBAC) sono stati analizzati i principali fattori che contribuiscono a questa situazione:
Fattori climatici: l'aumento delle temperature e la diminuzione delle precipitazioni incidono sulla disponibilità della risorsa idrica.
Pressione demografica: la crescita della popolazione residente ha determinato un incremento della domanda d'acqua.
Consumo di suolo e prelievi idrici: l'impermeabilizzazione dei terreni riduce la naturale ricarica delle falde, mentre i prelievi contribuiscono alla pressione sulle risorse disponibili.
La salvaguardia dei laghi richiede un approccio fondato su conoscenze scientifiche, pianificazione di lungo periodo e collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti; in questo contesto è importante promuovere comportamenti orientati all'uso sostenibile della risorsa idrica e favorire una corretta informazione pubblica sul tema. A questo proposito è importante chiarire alcuni aspetti rilevanti:
il ruolo dei mezzi antincendio: secondo le valutazioni tecniche disponibili, il contributo dei prelievi effettuati dai Canadair risulta marginale rispetto alle quantità d'acqua coinvolte nel fenomeno complessivo.
La natura del problema: la riduzione dei livelli idrici è riconducibile a una pluralità di fattori e richiede pertanto interventi coordinati e strutturali.
L'importanza di soluzioni sostenibili: ogni eventuale intervento deve essere attentamente valutato sotto il profilo ambientale, al fine di preservare gli equilibri ecologici dei bacini lacustri.
L'Ente Parco, insieme a Regione Lazio, Città Metropolitana di Roma Capitale, Acea Ato 2, ANBI e ai Comuni di Nemi, Albano Laziale, Castel Gandolfo e Genzano di Roma, partecipa attivamente al percorso avviato nell'ambito del Tavolo Tecnico, finalizzato alla definizione e all'attuazione di un programma organico di interventi. In questo contesto è stato predisposto un piano d'azione strutturale del valore complessivo di circa 60 milioni di euro, volto a rafforzare la tutela della risorsa idrica e il riequilibrio del sistema idrogeologico dell'area. L'obiettivo è recuperare e risparmiare oltre 5 milioni di metri cubi d'acqua all'anno attraverso 15 interventi prioritari, da attuare progressivamente sulla base delle risorse disponibili e dei relativi finanziamenti.
La strategia individuata si sviluppa lungo tre direttrici principali:
Riduzione delle perdite e uso efficiente della risorsa: proseguimento degli interventi di efficientamento delle reti e promozione di una gestione più sostenibile dei consumi.
Diversificazione delle fonti di approvvigionamento e tutela del territorio: sviluppo di interconnessioni con reti esterne per ridurre la pressione sulle risorse locali e limitazione del consumo di suolo per favorire la ricarica naturale delle falde.
Monitoraggio ambientale e interventi di tutela: attività di controllo continuo e interventi di ingegneria naturalistica finalizzati alla conservazione degli ecosistemi lacustri.
29 ottobre 2026